RADIS 2025

Eventi e cultura

Radis, il progetto di arte nello spazio pubblico ideato e promosso dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, ente art oriented della Fondazione CRT, giunge alla sua seconda edizione: dopo l’esperienza più che positiva nel comune di Rittana, che ha visto la realizzazione dell’opera le masche di Giulia Cenci, la seconda edizione, nuovamente affidata alla curatrice Marta Papini e nuovamente in collaborazione con la Fondazione CRC, ha visto l’artista visivo kosovaro Petrit Halilaj realizzare un’opera nella Borgata Valdibà, nel territorio di Dogliani (CN).

Il progetto Radis, dal piemontese radis (radice), nasce per avvicinare l’arte contemporanea a un pubblico esteso e interviene in contesti non convenzionali. Radis si articola in diverse azioni: la commissione opere di arte pubblica permanente, il programma educativo per le scuole, il public program e una mostra con opere dalle collezioni della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT e della Fondazione CRC, garantendo una proposta culturale ricca e aperta a ogni tipo di pubblico.
L’opera site-specific resterà di proprietà della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, ma in comodato permanente al Comune di Dogliani.

LA BORGATA VALDIBA’

Si trova in un punto panoramico nel cuore di quest’area, lungo una strada che conduce da Dogliani a Monforte d’Alba. Arrivando dalla città il primo edificio che si staglia dopo una serie di curve è la Chiesa di San Bartolomeo. Addossata alla chiesa c’è la canonica, e subito dietro sorgeva un piccolo edificio a due piani che tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta è stata la scuola di borgata, il punto di riferimento per le bambine e i bambini del territorio circostante. Al piano inferiore un’unica stanza ospitava una multi-classe, composta da bambini tra i sei e i dieci anni che arrivavano a piedi, portando da casa la legna per la stufa d’inverno. E’ proprio al posto della scuola, in disuso dagli anni Settanta, che sorge l’opera di Petrit Halilaj, una casetta stilizzata che si integra con il paesaggio, abitata da creature di ogni genere ispirate ai disegni incisi sui banchi di scuola delle Langhe e dei Balcani.

L’ARTISTA
Petrit Halilaj (1986, Kostërrc, Kosovo) è l’artista invitato per l’edizione di Radis 2025.
Halilaj concepisce le mostre come un modo per alterare il corso di storie personali e collettive, creando mondi complessi che rivendicano spazio per la libertà, il desiderio, l’intimità e l’identità. Il suo lavoro è profondamente legato alla storia recente del Kosovo, suo paese natale, e alle conseguenze delle tensioni culturali e politiche nella regione, che spesso l’artista prende come punto di partenza per innescare poetiche controcorrente per il futuro.

I progetti, radicati nella sua biografia, comprendono una varietà di mezzi di espressione, tra cui scultura, disegno, testo e performance. La pratica di Halilaj può essere vista come un tentativo giocoso e, a volte, irriverente di resistere alle politiche oppressive e alle norme sociali verso una fiera celebrazione di tutte le forme di connessione e libertà.

L’OPERA
Abetare (un giorno a scuola), 2025.
Disegni e scarabocchi dei banchi delle scuole di Dogliani e dei Balcani

Abetare (un giorno a scuola), 2025. Disegni e scarabocchi dei banchi delle scuole di Dogliani e dei Balcani è la prima opera permanente dell’omonimo progetto Abetare, una serie di opere che l’artista Petrit Halilaj porta avanti dal 2015.

Abetare prende il nome dal titolo dell’abecedario su cui i bambini studiano la lingua albanese ed è un gigantesco archivio di disegni e incisioni trovate dall’artista sui banchi di scuola. L’idea nasce nel 2010, quando l’artista torna in Kosovo a Runik, il villaggio in cui era cresciuto e dove aveva frequentato le elementari, ormai quasi completamente distrutto dalla guerra. La scuola era uno dei pochi edifici rimasti in piedi, e mentre Halilaj filmava ha notato che stavano cominciando a demolirla per far posto a una nuova scuola. I vecchi banchi erano impilati all’esterno, pronti per essere buttati, così l’artista ha iniziato a fotografarli, documentando graffiti e disegni che si erano stratificati negli anni, dall’epoca della Jugoslavia fino al dopo guerra. Halilaj ha poi esteso la ricerca a altri territori nei Balcani, interrogandosi su cosa unisse e cosa rendesse diverse le bambine e i bambini di generazioni e provenienze così distanti.

Gli scarabocchi sui banchi di scuola sono un gesto che accomuna le bambine e i bambini di ogni parte del mondo. Da quando riescono a tenere una matita in mano, il mondo è il loro foglio: porte, tavoli, pavimenti, cassetti. Chiunque può ricordare, scavando nella propria memoria, di aver disegnato sulla superficie verde acqua del proprio banco: una casetta stilizzata, le proprie iniziali, un sole sorridente, un lapidario CIAO. Non per vandalismo o trasgressione, ma per la necessità di appropriarsi di un oggetto – così quotidiano eppure così anonimo – e di lasciare una traccia del proprio passaggio, trasformando il banco nel testimone della propria esistenza nello spazio scolastico.

Per la seconda edizione di Radis, Petrit Halilaj è stato invitato a pensare un’opera appositamente per questo luogo, dove prima sorgeva una piccola scuola di borgata, un edificio di due piani in disuso dagli anni Settanta. L’artista ha creato un’opera che occupa lo spazio lasciato dalla vecchia scuola, al tempo stesso aprendo alla possibilità di ammirare il paesaggio circostante, che prima era nascosto dall’edificio. L’opera rappresenta una casa stilizzata che Halilaj ha trovato incisa da una bambina o un bambino di una scuola di Dogliani. L’artista ha assemblato tubi di acciaio piegati e ritorti per riprodurre fedelmente il disegno, rendendo uno scarabocchio fugace un’opera scultorea e permanente. Come racconta il titolo, Halilaj ha dato vita a una nuova scuola, popolata da creature, scritte e simboli provenienti sia dai banchi delle Langhe sia dei Balcani. L’opera è un crocevia di segni e figure di diverse aree geografiche, un incontro che diventa una celebrazione gioiosa dell’immaginazione e della fantasia, della libertà e del gioco di bambine e bambini di ogni luogo e di ogni tempo.

“La vecchia scuola di Borgata Valdibà rinasce come una casa di fantasia, abitata da personaggi, scarabocchi e sogni ad occhi aperti provenienti sia dagli studenti di Dogliani sia da bambine e bambini di tutti i Balcani: una torreggiante fantasticheria che fluttua libera attraverso i confini geografici e politici”. Petrit Halilaj

COME RAGGIUNGERE L’OPERA
L’opera di trova in Borgata Valdibà, 31 | 12063 Dogliani (CN).
E’ possibile raggiungerla in auto (i parcheggi sono pochi – è possibile fermarsi davanti alla Chiesetta di San Bartolomeo), ma consigliamo una passeggiata della durata di circa un’ora o una pedalata, con partenza presso il Santuario di San Quirico (dove sono presenti parcheggi), per poter ammirare anche il maestoso paesaggio che conduce al sito.

IL PROGRAMMA EDUCATIVO

Radis è anche un programma educativo per le scuole del territorio.
I due cicli di incontri per il 2025 – L’attesa e Costruire sensi – sono curati da Feliz.
La proposta per la scuola ha agito da catalizzatore di attenzioni, attivatrice di pensieri e liberatrice di sensazioni al fine di accompagnare l’arrivo dell’opera in un luogo già denso di significati e di storia.
Le attività proposte alle classi hanno aiutato i ragazzi a comprenderne meglio il significato e il ruolo dell’arte pubblica e a riflettere sul proprio ruolo e su come l’arte possa incidere sulla società.

La prima parte delle attività presso l’Istituto Comprensivo L. Einaudi di Dogliani, “L’attesa”, ha coinvolto classi della scuola primaria nel corso della primavera 2025. La seconda parte, “Costruire sensi”, rivolta sia alle classi della scuola primaria che a quelle della secondaria ha avuto luogo ad ottobre.

LA MOSTRA

Tutto ciò che tocchi cambia. Tutto ciò che cambi, ti cambia è la mostra pensata per l’edizione 2025 di Radis.
Attraverso opere dalle collezioni della Fondazione Arte CRT e della Fondazione CRC, offre una riflessione con l’intento di restituirle alla visione della collettività del territorio piemontese.

Scopri di più: link

IL DIARIO DI RADIS
Il viaggio di Radis è raccontato nel Diario di questa edizione, che si può scaricare al seguente link

Per informazioni: 0173.70210 | wa 334 5629569