Radis | Mostra
Eventi e cultura
Tutto ciò che tocchi cambia.
Tutto ciò che cambi, ti cambia.
Mostra
Chiesa del Ritiro Sacra Famiglia | Piazza Belvedere | Dogliani – Borgo Castello
dal 5 ottobre al 30 Novembre 2025
Tutto ciò che tocchi cambia. Tutto ciò che cambi, ti cambia è la mostra pensata per l’edizione 2025 di Radis. Attraverso opere dalle collezioni della Fondazione Arte CRT e della Fondazione CRC, offre una riflessione con l’intento di restituirle alla visione della collettività del territorio piemontese.
La mostra prende il titolo da una poesia che apre il romanzo distopico La parabola del seminatore di Octavia E. Butler. Scritto nel 1993 e ambientato negli anni 2024-2027, il romanzo immagina un mondo dilaniato dalle disuguaglianze, in cui la protagonista Lauren Olamina fonda il primo nucleo di un’umanità futura a partire da una nuova religione, basata sulla fede nel cambiamento come processo di guarigione. Abbracciare il cambiamento è per la protagonista l’unico modo per reagire ai tragici eventi in cui si imbatte, e per ridare un significato positivo al mondo.
Il riferimento al romanzo di Butler è ispirato da una delle opere in mostra, Notes for recovery (hold) di Nolan Oswald Dennis. Come nel romanzo, in questa serie di opere l’artista delinea dei diagrammi che aiutano a comprendere le ferite di un trauma e sottolinea come il processo di guarigione passi attraverso il cambiamento. La mostra offre una riflessione sull’arte come strumento di speranza e di apertura verso il futuro, attraverso una selezione di opere che toccano questi temi declinandoli da molteplici prospettive, ed è ispirata dal luogo in cui è allestita, la Chiesetta del Ritiro della Sacra Famiglia di Dogliani.
Il “Ritiro della Sacra Famiglia” è collocato nella parte alta di Dogliani, a Borgo Castello, e si affaccia sul belvedere dal quale si può godere di una bellissima vista sull’abitato e sulle colline circostanti. Il complesso, la cui costruzione risale al 1883, costituisce l’opera più importante di gusto neogotico realizzata da Giovanni Battista Schellino a Dogliani insieme al Cimitero. Ora convento, poi collegio per ragazze abbandonate, poi scuola, infine casa di riposo e ospedale di comunità, l’edificio ha sempre rappresentato un luogo che offre ausilio, cura e rifugio.
La mostra, a cura di Marta Papini, include opere di Marina Abramović , Sol Calero, Chiara Camoni, Bracha L. Ettinger, Dorothy Iannone e Nolan Oswald Dennis ed è parte della seconda edizione di Radis, il progetto quadriennale di arte pubblica in Piemonte promosso e finanziato dalla Fondazione Arte CRT in collaborazione con la Fondazione CRC.
La mostra, concepita come un percorso circolare, invita a una riflessione sul cambiamento non solo come processo inevitabile, ma come via di guarigione e celebra la cura e l’amore come gesti capaci di rigenerare.

Bracha L. Ettinger
Eros – Pieta n.1, 2015-2019
Olio su tela
Collezione Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.
Eros – Pieta n.1 (2015-2019) appartiene ad una serie di oli su tela realizzati da Bracha L. Ettinger (1948, Tel Aviv, IL).
Affronta il dolore e la vulnerabilità attraverso un processo pittorico stratificato e meditativo della durata di diversi anni, rielaborando fotografie che custodiscono l’eco di traumi collettivi del passato.
Nolan Oswald Dennis
Notes for recovery (hold), 2020
Due disegni a inchiostro e grafite su carta
Collezione Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.
L’artista traccia diagrammi che aiutano a comprendere le ferite di un trauma e sottolinea come il processo di guarigione passi attraverso il cambiamento. Le strutture tubolari diventano metafora delle ferite ancora aperte dalla decolonizzazione. Attraversare queste ferite significa diventare capaci di immaginare mondi alternativi e nuove connessioni attraverso una prospettiva decoloniale. Dennis descrive la ferita come metafora della vulnerabilità, trasformandola in una forma di resistenza e pratica politica capace di affrontare le crisi del nostro tempo, aprendo spazi di cura, dialogo e trasformazione collettiva.


Marina Abramović
The Communicator, 2012
Testa di cera lucida con lapislazzuli,
malachite, aragonite, cristalli, quarzo,
ossidiana, vetro.
Proprietà della Fondazione Arte CRT
in comodato presso GAM di Torino.
In The Communicator (2012) il volto di Marina Abramović diventa un oggetto rituale catalizzatore di energie grazie all’inclusione di cristalli e minerali ritenuti curativi. Per Abramović l’arte svolge un ruolo di guarigione, poiché è chiamata a rispondere al disequilibrio e alla disconnessione che segnano il rapporto con il mondo naturale.
Sol Calero
Corazòn, 2018 e Mano, 2018
Legno, pittura acrilica, foglie d’oro, specchi, mosaico, fogli di rame, fogli di metallo, perline di plastica. Collezione Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.
L’artista venezuelana Sol Calero si ispira alla leggenda popolare venezuelana del Pica Pica, un albero che si crede possa contribuire alla realizzazione di miracoli. Mano (2018) e Corazón (2018), parte della serie Milagritos (piccoli miracoli, in spagnolo) reinterpretano i piccoli ex voto offerti dai pellegrini, che danno forma a desideri umani, come la guarigione o l’amore.


Chiara Camoni
Serpentessa, 2020
Legno di mimosa patinato con
verderame, argento, vetro, ottone, terracotta policroma, madreperla, metallo, piume, pietre dure.
Proprietà della Fondazione Arte CRT in comodato presso GAM Galleria Civica di Torino.
Richiama la simbologia del serpente come creatura capace di trasformarsi e rigenerarsi, tanto da diventare il simbolo della medicina. Serpentessa incarna un’energia femminile primordiale e collettiva, riflettendo una visione del cambiamento come processo continuo di metamorfosi.
Dorothy Iannone
Hommage aux femmes et aux hommes, 1983 Acrilico su legno
Proprietà della Fondazione Arte CRT in comodato presso Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea.
La mostra si conclude come era iniziata, con un omaggio all’eros di Dorothy Iannone: Hommage aux femmes et aux hommes (1983) celebra il corpo, l’unione estatica con l’altro e la sessualità come forze liberatorie e vitali.
Crediti fotografici Renato Ghiazza.

ORARI DI APERTURA
VENERDì, SABATO e DOMENICA
h. 10-13 e 14-17
Per info: 0173 70210 | wa 334 5629569
Come parte dello stesso programma è stata inaugurata a Dogliani, presso la Borgata Valdibà, un’opera permanente dell’artista Petrit Halilaj, Abetare (un giorno a scuola), 2025, a cura di Marta Papini.
Scopri di più sul progetto Radis