Valentino

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“Ricordi quelle sere passate al Valentino col biondo studentino che ti stringeva sul cuor…”

Le note di “Piemontesina bella” sembrano scritte ad arte per Dogliani. Con l’appuntamento di oggi ci piace pensare che, nonostante la canzone parli del Parco del Valentino di Torino, nelle strade di Dogliani qualcuno cantasse e, magari dedicasse i versi, di questa canzone d’amore a qualche bella fanciulla. Coincidenza o no, oggi è pure San Valentino la festa degli innamorati.

Siamo nel 1960 e il Valentino, la famosa sala da ballo di Dogliani, apriva le sue porte, anzi… le danze. Fondato da Valentino Rolfo – da qui il nome – nei vani di proprietà di Settimo Griva, in Piazza Einaudi difronte alla biblioteca, il locale era conosciutissimo: la gente arrivava dai comuni limitrofi, ma anche da Savona, Genova e da Torino.

Il Valentino ha fatto ballare, divertire e innamorare molto giovani degli anni ’60 e ‘70. A parlarcene è stata Maresa Rolfo, nipote di Valentino che, dal 1966, rilevò l’attività con il marito Carlo Ferrero dallo zio per farlo diventare uno dei più frequentati e apprezzati locali di divertimento della Langa. Il locale era composto da una grande sala da ballo e un bancone da bar. Esisteva una seconda sala, un po’ più intima, soprannominata “La sala dell’uovo”. Il soffitto, dato che non poteva essere risistemato, era stato tappezzato con contenitori per uova (da qui il nome), le luci erano soffuse e i divanetti tutti attorno creavano una sorta di “privè”.

All’inizio il locale apriva solo la domenica pomeriggio e la sera o in occasione dei prefestivi. Il pomeriggio si ritrovavano i giovani, mentre la sera si ballava il liscio ed altri balli di coppia. Si iniziò ad ospitare i complessini che suonavano musica dal vivo con i successi degli anni ’60, da Elvis a Bobby Solo, da Adriano Celentano a Mina. Il lento era quello che tutti aspettavano, era il momento in cui la band suonava qualche pezzo romantico, ideale per un ballo a due. Era l’occasione più attesa dei giovani degli anni’ 60, quello in cui le coppie si poteva conoscere, per poi lasciarsi durante il pezzo più rock e darsi appuntamento al lento successivo. Vennero organizzati concerti di musicisti di fama nazionale come quello del 1973, in occasione della Festa dell’uva, con Giorgio Gaber. Fu un successo senza precedenti e ne seguirono altri con Rocky Roberts, Nicola Arignano, il trombettista Nini Rosso e Achille Togliani. Per garantire la sicurezza nel locale fu necessario assumere un buttafuori, Mario Lovera. La sala ospitò corsi di ballo e concorsi per mini ballerini. Nel 1970, Maresa e Carlo aprirono, oltre la sala da ballo, anche una saletta attigua per cenare con il forno per la pizza e la tavola calda. Nel 1977 il locale venne ceduto ad altri proprietari per poi essere definitivamente chiuso tra il 1981 e il 1982.

Nel 2019 è stata organizzata una festa per i “Nostalgici del Valentino”.